Evoluzione del concetto di natura

nature2014

Sessione Plenaria 24-28 ottobre 2014 – Sin dagli albori dell’evoluzione culturale dell’umanità è possibile trovare testimonianze di antiche visioni del mondo successivamente modificate e aggiornate grazie all’attenta osservazione della natura e alla fede. Il capitolo della Genesi ne è un buon esempio. Nel corso del tempo, e in particolare nei secoli più recenti, grazie ad una metodologia di ricerca sempre più sofisticata, il sapere scientifico e la visione del mondo che si è venuta a diffondere si sono adeguate ed estese passo dopo passo in base alle nuove scoperte scientifiche. Il motore di questo sviluppo, nel quale la fede e la filosofia conservano ancora un posto valido, è la curiosità umana.
Già Eraclito affermava che: “la natura ama nascondersi”. La maggior parte degli scienziati odierni probabilmente sottoscriverebbe questa massima. Siamo ben consapevoli, infatti, che, per varie ragioni, non è neanche lontanamente immaginabile che tutte le domande riguardanti i meccanismi, i processi e le proprietà naturali trovino facilmente una risposta. La metodologia di ricerca disponibile potrebbe non essere quella appropriata ma potrebbe essere ancor più importante l’intuizione che la natura non è statica ma dinamica, e che subisce cambiamenti occasionali. Ciò si è rivelato vero sia per l’evoluzione cosmica, sia per l’evoluzione della vita. Questa situazione può rendere difficile l’identificazione di leggi universali della natura. Per esempio, ricerche recenti sull’evoluzione biologica hanno rivelato che la natura segue attivamente un progresso lento ma costante dell’evoluzione verso una biodiversità più ricca e sostenibile. A questo processo lavorano molti meccanismi molecolari specifici e, a seconda del tipo di organismo, i meccanismi potrebbero essere diversi. Una conclusione filosofica di questo dato potrebbe essere che: “La natura è molto ingegnosa e capace di trovare strade diverse per raggiungere un obiettivo specifico”. Noi scienziati naturali consideriamo tali processi riusciti una forma di “auto-organizzazione”. Una delle conseguenze di tali processi naturali, spesso congetturali, è che i meccanismi molecolari specifici potrebbero differire a seconda dei diversi tipi di organismi, ovvero quello che è stato stabilito per un organismo modello non sarà valido per tutti i tipi di esseri viventi. Ciononostante possiamo ammettere che le leggi della natura generali e onnicomprensive individuate hanno valore universale e che sono i dettagli particolari a manifestare processi specifici e alternativi che riflettono leggi della natura valide nello specifico.
L’uomo, nel corso della sua evoluzione culturale, ha imparato ad applicare il sapere scientifico acquisito a vantaggio della sua vita e del nostro ambiente. Per prevenire i rischi congetturali di tali applicazioni principalmente tecnologiche, è consigliabile accertarsi che non violino le relative leggi della natura. Inoltre, prima di applicarla su vasta scala, la risultante “invenzione” dev’essere attentamente esaminata per valutarne gli effetti potenziali sull’armonia naturale. Questi principi precauzionali rendono la conoscenza di leggi generali e specifiche della natura particolarmente valide per lo sviluppo sostenibile a lungo termine dell’umanità in un ambiente sano.
Nella sua prossima Sessione Plenaria la Pontificia Accademia delle Scienze intende passare in rassegna le informazioni provenienti da una vasta gamma di discipline scientifiche sull’aggiornamento effettivo e storicamente documentato dei concetti di natura prevalenti. La documentazione raccolta potrebbe risultare gradita per formulare raccomandazioni alla Chiesa e al mondo politico come base del progresso futuro della nostra evoluzione culturale.

Werner Arber

Partecipanti