Extra Series

Globalizzazione e Solidarietà

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Conferenza tenuta a Firenze, 26 giugno 2002
S.E. Mons. Marcelo Sánchez Sorondo
Extra Series 15
Città del Vaticano, 2002
pp. 42

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Globalizzare il significato della persona umana ed universalizzare il bene comune – Le realtà attuali richiedono più che mai l’attuazione della Dottrina Sociale della Chiesa, cosa che naturalmente lo stesso Santo Padre fortemente auspica. Nel corso di questi ultimi decenni, i liberali ed i neo-liberali hanno sostenuto approcci orientati al rafforzamento di un sistema mondiale basato principalmente sulle regole del mercato e delle finanze. Altre istituzioni, e per prima la stessa Chiesa, hanno difeso la causa dei poveri e perorato ai quattro venti la lotta alla povertà, sostenendo il raggiungimento di una maggiore equità attraverso il controllo etico e politico del mercato e delle finanze, e dando priorità all’istruzione. Hanno formulato un giudizio chiaro, ed avanzato un’opinione critica in relazione a situazioni di fame, di povertà, di sofferenza legate alla diffusione di un mercato globale senza regole ed alla crescita illimitata delle finanze che cercano unicamente il lucro, senza alcuna eticità. In tale nuova prospettiva, la giustizia, la partecipazione, la condivisione, la solidarietà sono complementari ed in simbiosi con i valori economici. Sia il carattere potenzialmente positivo che gli aspetti negativi della globalizzazione sono stati in gran parte identificati. Riferendosi al tema della globalizzazione, durante la Giornata Internazionale della pace del 1998, il Santo Padre ha esposto due principi: l’importanza del senso di responsabilità nei confronti del bene comune e la necessità di mettere la persona umana al centro di ogni progetto sociale. Giovanni Paolo II ha ribadito anche alla Pontificia Accademia delle Scienze Sociali che è necessario globalizzare il significato della persona umana ed universalizzare il bene comune. “Affinché la globalizzazione manifesti le sue notevoli potenzialità positive – dice il Papa –, non si deve mai dimenticare che l’essere umano deve essere sempre un fine e mai un mezzo, un soggetto e non un oggetto né un prodotto di mercato”. La globalizzazione, cioè, è uno strumento e, in quanto tale, va orientato al suo fine che è la persona umana nel contesto del bene comune e dello sviluppo sociale. Pertanto, “è necessario insistere sul fatto che la globalizzazione, come ogni altro sistema, deve essere al servizio della persona umana, della solidarietà e del bene comune”. Ultimamente, Giovanni Paolo II è tornato su questo punto con un altro discorso alla Pontificia Accademia delle Scienze Sociali (11 aprile 2002), ribadendo con forza che la globalizzazione impone a tutti di “esaminare in maniera rinnovata la questione della solidarietà”. È l’unico modo per evitare che la globalizzazione progredisca a discapito dei più bisognosi e dei più deboli, allargando maggiormente il divario esistente tra ricchi e pove ri, tra nazioni povere e nazioni ricche.

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